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Posizionamento organico o universale?

Oggi, per la settima puntata della rubrica SEO ti parlo di un argomento che potrebbe essere un pochino complesso se comparato ai precedenti ma in fondo non è nulla di trascendentale.

Posizionamento organico e universal search, da un mero elenco di risultati considerati “migliori” a una frammentazione estrema delle SERP che comprendono al loro interno video, immagini, risultati geolocalizzati per i quali si concorre con regole proprie.

Fare SEO si complica. Dalla modalità “Piece of Cake” passiamo direttamente alla “Damn I’m Good”.

Cos’è il posizionamento organico

Per posizionamento organico non si intende il kamasutra (ah-ah-ah-, battutona da SEO cabaret) ma la SERP dura e pura come il buon vecchio Duke Nukem.

I risultati “title-url-description” semplici, raggiungibili con un’azione tradizionale di search engine optimization come quella che abbiamo affrontato finora insieme.

Sai dov’è il problema? In certe SERP sei primo sui risultati organici ok, secondo, benissimo, terzo, va più che bene..

..ma poi si mette in mezzo l’universal search con le sue mappe, i suoi video da YouTube, etc.. e quel quarto posto nell’organico visivamente è il 10° risultato.

 

Guarda l’immagine del risultato della ricerca Pizzeria roma 

 

Che cacchio è successo?

posizionamento organico

Cos’è l’Universal Search

E’ successo che esiste, fin dal 2007, l’Universal Search ovvero l’introduzione nelle SERP non solo dei semplici link ai siti (posizionamento organico) ma anche gli altri tipi di risultati “multimediali”: immagini, video, mappe, news e più di recente prodotti e segnali sociali (da Google+).

La cosa veramente stimolante è che ognuno di questi contenuti è una classifica a sè – leggi motore di ricerca verticale – e che ogni SERP presenta un mix di risultati universali a seconda della sua natura.

Ad esempio se cerchi un pezzo degli Iron Maiden con tutta probabilità Google ti restituirà come primi risultati i video da YouTube direttamente in SERP.

Oppure nel caso di un prodotto piazzerà nella SERP il box di Google Shopping: “x wing lego” ad esempio, un ottimo regalo di Natale per i SEO Jedi e i piccini. Per i SEO Jedi soprattutto.

 

Guarda l’immagine del risultato della ricerca x-wing lego

 

 

Google Venice Update

Sulla scia di SERP sempre più utili all’utente nel 2012 Google ha lanciato un aggiornamento al suo algoritmo molto interessante in ottica futura: il Google Venice Update.

La crescita dell’utenza che naviga da mobile (tablet e smartphone) e la geolocalizzazione della connessione di ogni dispositivo ha portato gli ingegnieri di Mountain View a implementare questa funzione che restituisce i risultati più vicini all’utente in base alla sua posizione.

Insomma, se prima cercavo “pizzeria” secca avevo in SERP i risultati organici a prescindere dalla località di riferimento.

Adesso con Google che SA pure in quale città stiamo (personalmente anche il quartiere!) se io ricerco “pizzeria” mi restituirà in SERP i risultati di attività localmente vicini a me – come fattore di ranking super partes al di là dell’ottimizzazione SEO.

 

Se avessi effettuato la ricerca da tablet, magari a Firenze, Google mi avrebbe restituito i risultati di “pizzeria” localmente riferiti alla bellissima città toscana.

Si può fare una prova, anche senza affrontare un viaggio che comunque merita sempre, cambiando la propria località in SERP e settando la città.

Ecco che la SEO si fa sempre più interessante: saper ottimizzare focalizzando secondo le parole chiave giuste rimane sempre la base ma gli elementi in gioco adesso sono MOLTO di più.

Noi ci sentiamo alla prossima puntata, ricorda sempre che puoi commentare qui sotto!

Glossario della settima puntata

Posizionamento organico: i classici risultati-link che sono alla base delle SERP.

Universal Search: La modalità ormai consolidata con cui Google ha aggiunto vari elementi multimediali alle SERP in base alla loro natura.

Google+: Il social network di Google, l’unico che ha attualmente una valenza diretta in SERP per vari aspetti.

Google Shopping: Attraverso il servizio chiamato Google Merchant gli e-commerce possono registrare i propri prodotti su questo enorme comparatore di prezzi di uno stesso prodotto fra più siti registrati avendo un box in SERP dedicato.

Venice Update: Uno degli aggiornamenti dell’algoritmo di Google più interessanti in ottica futura. Inserendo parole chiavi “secche” in SERP, la tendenza è quella di restituire risultati di attività localmente vicine all’utente.

 

Autore: Benedetto Motisi
SEO e copywriter, lavoro in DEA Marketing S.r.l. e sono coordinatore del corso SEO Training. Quello che faccio in questo blog è cercare di dare il mio contributo alla Forza della SEO. Lo trovate su Twitter e su Google Plus

 

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