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30
Set

Non è un paese per Freelance (parte 2)

Nella prima parte di questo post, ho provato a raccontarvi la mia esperienza o meglio vi volevo raccontare quello che vedevo in giro.

Ho messo insieme un pò di telefonate, e-mail ed esperienze e ho tirato fuori un piccolo post che è stato condiviso molto. Segno che l’argomento è molto sentito.



Il bello di essere freelance

Non pensiate che io non creda che fare il freelance sia un lavoro fantastico (in teoria, molto in teoria). Tempo fa ci avevo fatto anche un post, sul bello di essere freelance.

Ma la realtà però è diversa, in questo paese, prestissimo scopri che devi essere (oltre ad essere bravo in quello che proponi) un pò avvocato, un pò psicologo, un pò commercialista, un pò recuperatore di crediti.

Credetemi se vi dico che dopo un pò queste caratteristiche aggiuntive, non sono per niente di contorno, anzi diventano la parte predominante del lavoro.

 

Prendo spunto ad un commento di Luca Panzarella sulla pagina Facebook di Seo-magazine, che ha trovato la prima parte di questo post, un pò pessimista. Nessun problema, anzi, ma poi ha aggiunto un commento che mi ha fatto molto riflettere
Cito testualmente il commento di Luca:

In generale il freelance è una figura quasi sempre di passaggio.O si finisce dipendenti o imprenditori… “
Cavolo effettivamente in Italia e così !
Si cerca di diventare un buon freelance, per poi andare a lavorare per qualche buona agenzia, oppure per aprirsene una propria (anche se credo che questa seconda opzione sia molto più remota della prima)
Ma tutti quei ragazzi che vogliono fare i freelance, sono consapevoli che il loro è un lavoro di passaggio?
Mi vengono in mente due grandissime freelance come Giovanna Gallo (Gioska23) e Futura Pagano (@futurap), che hanno annunciato via social il loro “Passaggio” da freelance ad un lavoro dipendente.

I vantaggi possono essere molti, soprattutto in un periodo come questo, per esempio un pagamento regolare tutti i mesi (senza andare ad elemosinare dai clienti ) una crescita professionale, un lavoro fuori casa, dei colleghi etc etc

Allora è proprio così, bisogna impegnarsi tanto per cercare la propria indipendenza lavorativa, per poi cercare di arrivare ad una agenzia.

Anche voi credete che sia questa la vera evoluzione del lavoro del freelance ?

 

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